Francesca Ferrario
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La testa non si ferma la sera? Come cambiare stazione in un minuto

Perché a letto i pensieri ripartono da soli e come cambiare stazione in 3 passi: un nome, il corpo, una domanda.

“Spengo la luce e parte la radio: la mail mandata di fretta, la riunione di domani, la spesa da fare.”

Me l'ha detto Marta, responsabile acquisti in un'azienda di cosmetica, durante la nostra prima chiamata. Di giorno regge benissimo: decide, tratta con i fornitori, chiude i contratti. È la sera, quando tutto il resto finalmente tace, che nella sua testa parte una trasmissione che va avanti da sola.

Se succede anche a te, quello che vivi ha una spiegazione semplice. E c'è un gesto di un minuto che ci lavora, anche a letto con la luce spenta.

Perché la testa riparte proprio la sera

Di giorno il rumore di fuori copre tutto: telefonate, chat, colleghi che passano dalla scrivania. La sera quel rumore si spegne e resta acceso solo quello di dentro. Il cervello tiene in evidenza le cose rimaste aperte, come le schede di un browser che nessuno ha chiuso, e appena c'è silenzio le ripropone una dopo l'altra.

Poi c'è il corpo. Dopo una giornata sotto pressione il sistema nervoso resta in allerta, come un motore lasciato acceso nel parcheggio. Finché il motore gira, la testa cerca pericoli da controllare. Per questo a letto i pensieri sembrano più grandi e più urgenti di com'erano alle 16:00.

La radio nella testa

Con le persone che seguo uso spesso un'immagine. Nella testa c'è una radio. Quando si accende lo decide lei, parte da sola. Su quale stazione restare, invece, lo decidi tu.

Le stazioni della sera le conosciamo tutte. Radio Andrà male, che trasmette scenari su domani. Radio Dovevo rispondere così, che ripassa la frase detta in riunione. Radio Domani devo, che legge la lista delle cose da fare a ciclo continuo.

E poi c'è Radio Vediamo. Lì la domanda è una sola: cosa vediamo, adesso? È la stazione di chi guarda la situazione con calma e lascia a domani quello che si fa domani.

Cambiare stazione è diverso da spegnere la radio o zittire chi parla. Le voci della sera hanno spesso un'intenzione buona: ti vogliono preparata. Si tratta di abbassare il volume e girare la manopola.

Prima il corpo, poi i pensieri

Con Marta siamo partite dal corpo, perché con il motore acceso ogni ragionamento rimbalza. Solo con il sistema nervoso più calmo ha avuto senso lavorare sulle frasi che si ripeteva. Questi sono i 3 passi del minuto, nell'ordine in cui funzionano meglio.

1. Dai un nome alla stazione

Chiediti: che stazione suona adesso? Rispondi con una parola, anche solo a mente: “Andrà male”, “Domani devo”. Dare un nome a quello che senti abbassa già il volume. Le ricerche di neuroscienze sull'etichettare le emozioni mostrano che metterle in parole calma l'amigdala, la parte del cervello che fa da allarme.

2. 20 secondi con il corpo

Porta le spalle indietro, verso la parete alle tue spalle; a letto, verso il materasso. Poi espira lungo dalla bocca, come se volessi appannare un vetro. Fallo 3 volte. L'espirazione lunga è il segnale con cui il corpo capisce che il pericolo è passato.

3. Gira su Radio Vediamo

Fatti la domanda di quella stazione: cosa vediamo, adesso? Adesso vedi un letto, una stanza al buio, una giornata finita. La mail la scrivi domani alle 9:00, con la testa fresca. Se un pensiero insiste, scrivilo su un foglio accanto al letto: ora ha un posto e lo ritrovi al mattino.

Cosa è cambiato per Marta

Le prime sere ha fatto il minuto anche 2 o 3 volte prima di addormentarsi. Dopo una settimana le bastava dire il nome della stazione per sentire il volume scendere. Il risultato che le interessava davvero è arrivato dopo: al mattino entrava in riunione lucida, perché la notte le era servita per dormire.

Se nella tua testa le stazioni della sera ripetono sempre le stesse frasi, spesso dietro il microfono c'è una delle tue Voci, il Giudice o il Controllore per esempio. Ne ho scritto anche in come smettere di ripensare alle riunioni la sera.

Domande frequenti

Perché la sera penso a tutto quello che devo fare domani?

Perché il cervello tiene in evidenza le cose rimaste aperte e, quando cala il silenzio, le ripropone. Scriverle su un foglio dà loro un posto e libera la testa.

Come calmo la testa quando sono già a letto?

Parti dal corpo: spalle verso il materasso ed espirazione lunga, 3 volte. Poi dai un nome a quello che senti e chiediti cosa vedi adesso.

Quanto ci vuole perché funzioni?

Il gesto dura un minuto. Fatto per qualche sera di fila, diventa sempre più veloce.

Francesca Ferrario, Mental Coach e formatrice aziendale, 20 anni in multinazionali. La mia storia

Il minuto, pronto sul telefono

Ho messo questi 3 passi nella mia app Cosa Fare Se™. Si apre senza registrarti e si fa anche a letto: tocchi Inizio e ti guida.