Francesca Ferrario
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Come smettere di ripensare alle riunioni la sera

Perché la sera rivediamo le riunioni come un film, frase per frase, e come chiudere il sipario in 4 passi: prima il corpo, poi i pensieri.

«Ero a cena con le persone che amo, ma la testa era rimasta alla riunione delle 15:00.»

Me l'ha detto Cristina, direttrice operativa in un grande gruppo logistico, la prima volta che ci siamo sentite. Ripassava ogni discussione della giornata: a tavola, in macchina, la sera a letto con la luce già spenta. Era convinta che le servisse, che rivedere tutto la tenesse al riparo dagli errori del giorno dopo.

Se anche tu la sera rivedi le riunioni come un film, frase per frase, quello che ti succede ha una logica precisa. E si può cambiare, partendo da un punto diverso da quello che ci si aspetta.

Cosa succede quando rivedi la riunione la sera

Immagina la tua testa come un teatro. Tu sei la regista: decidi cosa va in scena, quando si apre il sipario e quando si chiude. Dietro le quinte ci sono le tue Voci, personaggi con una battuta sempre pronta. E c'è l'impianto antincendio, il tuo sistema nervoso, che esiste per proteggerti.

Dopo una giornata piena di riunioni, mail e decisioni, quell'impianto diventa molto sensibile. Basta un filo di fumo, una frase detta con un tono diverso o un silenzio dopo la tua proposta, e l'allarme suona. Quando suona, la regista esce dalla sala e sul palco salgono le Voci. Il Giudice ripete «potevi dirlo meglio», il Controllore riguarda ogni passaggio, l'Ipervigile si chiede cosa penseranno domani.

Il ripasso serale è questo: le Voci che recitano mentre la regista è fuori dalla sala. Per questo pensarci ancora serve a poco, e chi rimugina lo sa benissimo. È come chiedere a chi ha freddo di smettere di tremare.

Prima il corpo, poi i pensieri

Con Cristina siamo partite dal corpo, perché finché l'allarme suona le parole arrivano male. Le serviva un segnale fisico che dicesse alla testa che la giornata era chiusa. Solo dopo, con la regista di nuovo in sala, abbiamo lavorato sui pensieri. Se il tuo momento difficile è proprio il rientro a casa, trovi i passi per quello in come staccare dal lavoro la sera.

Questi sono i 4 passi che usiamo, nell'ordine in cui funzionano meglio.

1. Abbassa l'allarme in 2 minuti

Fai 2 inspirazioni dal naso, una dietro l'altra, poi lascia uscire l'aria dalla bocca, lentamente, fino in fondo. Ripeti 5 volte. È il respiro che il corpo fa da solo dopo un pianto, e in pochi giri riporta il volume dell'allarme a un livello normale. Puoi farlo anche in macchina, nel parcheggio sotto casa.

2. Dai un nome a quello che senti

Prendi un foglio e scrivi una parola sola: punta, delusa, preoccupata, arrabbiata. Dare un nome a un'emozione la rende più piccola e più maneggevole. Molte delle mie clienti la scrivono sul blocco degli appunti già durante la riunione, e a chi guarda sembra una nota come le altre.

3. Racconta la scena usando il tuo nome

Ripeti quello che è successo come se parlassi di un'altra persona: «Cristina si è sentita messa in discussione quando il direttore ha cambiato argomento.» Detta così, è la regista che descrive la scena, e la distanza arriva in un attimo. È un gesto semplice, e gli studi sulla regolazione delle emozioni dicono che l'effetto arriva quasi subito.

4. Dai alla riunione un appuntamento

Se c'è davvero qualcosa da sistemare, scrivi una riga con giorno e ora: «Domani alle 9:00 scrivo a Paolo per chiarire il punto sul budget.» Alla testa basta sapere che esiste un momento preciso per occuparsene, e che quel momento è domattina.

Cosa è cambiato per Cristina

Il primo gesto che ha fatto suo è stato il respiro in macchina, nel parcheggio, con il motore spento. Poi la parola sul foglio, che teneva in borsa. Dopo qualche settimana si è accorta che a cena raccontava la giornata una volta sola, con leggerezza, e poi era lì, con le persone che ama.

Le riunioni difficili ci sono ancora, come in qualsiasi ruolo di responsabilità. È cambiato quello che succede dopo: la regista resta in sala e decide lei quando chiudere il sipario.

Se ti succede quasi ogni sera

Quando il ripasso torna tutte le sere, di solito c'è una Voce che parla più forte delle altre. Riconoscerla è il primo passo, perché ogni Voce ha bisogno di una risposta sua. E se stasera a girarti in testa è una frase che hai detto tu, nell'app c'è una scena pensata per quel momento: «Ho detto una cosa che non volevo, e ci penso ancora».

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Domande frequenti

Perché continuo a ripensare alle riunioni anche quando sono a casa?

Dopo una giornata intensa il sistema nervoso resta in allerta, come un allarme diventato troppo sensibile. Ripassare la riunione è il modo in cui la testa cerca sicurezza. Funziona meglio abbassare prima l'allarme dal corpo, con un respiro lento, e poi dare ai pensieri un posto preciso: una parola su un foglio, un appuntamento per il giorno dopo.

È normale rimuginare sul lavoro la sera?

Succede a moltissime persone con ruoli di responsabilità, soprattutto dopo giornate piene. Diventa un segnale da ascoltare quando occupa quasi tutte le sere o ruba ore di sonno.

Quanto tempo serve per smettere di rimuginare?

I 4 passi richiedono circa 5 minuti. Di solito dopo 2 o 3 settimane il ripasso si accorcia da solo e lascia spazio alla serata. Se una Voce è molto forte, un percorso di coaching accorcia parecchio i tempi.

Francesca Ferrario, Mental Coach e formatrice aziendale, 20 anni in multinazionali. La mia storia

Quale Voce parla più forte, la sera?

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